Alito cattivo: quando la colpa è della lingua …

Alitosi e lingua

Molte persone soffrono di alito cattivo o “alitosi”.

Anche la lingua gioca un piccolo ruolo nella determinazione di questo disturbo, che è in grado di compromettere la vita di relazione, minare la sicurezza psicologica ed, in qualche modo, limitare le opportunità sociali di chi ne è portatore.

Le informazioni che seguono, tratte dalla rubrica http://www.my-personaltrainer.it, sono interessanti per approfondire il tema.

In circa il 90% dei casi, l’alito cattivo (alitosi) dipende da un’insufficiente igiene orale. In particolare, ad essere chiamata più frequentemente in causa è l’eccessiva microflora che risiede sulla lingua.

Al pari di quella che banchetta nella placca, nel tartaro e nelle tasche gengivali, la microflora linguale produce composti solforati volatili (soprattutto idrogeno solforato e metilmercaptano) e altre sostanze responsabili del cattivo odore, come alcuni acidi grassi a corta catena.

Per questo motivo il semplice spazzolamento dei denti non basta a combattere l’alito cattivo; occorre prestare attenzione anche ai siti difficilmente detergibili con le comuni pratiche di igiene orale, come appunto la superficie della lingua.

La pulizia della lingua non è soltanto un formidabile alleato nella lotta all’alitosi; la patina linguale è infatti una riserva di microrganismi capaci di influenzare la flora batterica dell’intero cavo orale. Una lingua pulita significa, quindi, un rallentamento nella formazione della placca batterica e del suo accumulo, che riduce di riflesso il rischio di carie e gengivite.

La pulizia della lingua (brushing) si può effettuare usando il classico spazzolino oppure – preferibilmente – ricorrendo ad un apposito strumento chiamato raschietto linguale. La tecnica di pulizia con lo spazzolino prevede il posizionamento dello strumento in orizzontale, tenendo l’impugnatura perpendicolare alla linea centrale della lingua, che dev’essere estrusa (cioè fatta fuoriuscire dalla bocca, in modo da poter raggiungere con le setole le zone posteriori del dorso linguale, dov’è presente il maggior numero di batteri). Lo spazzolino va fatto scendere con una leggera pressione verso la punta della lingua. E’ preferibile l’impiego di uno spazzolino a setole morbide per non stressare troppo le papille gustative, situate ai lati e alla base della lingua; è anche possibile utilizzare la parte posteriore in gomma degli spazzolini appositamente studiati per agevolare la pulizia linguale.

Il raschietto, invece, va fatto passare avanti e indietro sulla superficie della lingua con un movimento lieve ma fermo, sempre procedendo dall’interno fino alla punta della lingua.