Sterilizzazione degli strumenti: il paziente deve sapere

sterilizzazione degli strumenti

La sterilizzazione degli strumenti odontoiatrici è una attività complessa ed onerosa per il dentista. Per il paziente è difficile sapere con certezza se la sterilizzazione è stata eseguita correttamente e questo può generare diffidenza o anche solo legittima curiosità. Per questo motivo dedichiamo questo articolo al tema. Sia per chiarire eventuali dubbi sia per rendere comprensibile al paziente con quali modalità deve essere garantita la sua sicurezza.

Quali strumenti devono essere sterilizzati?

Molti degli strumenti utilizzati dal dentista sono monouso, ovvero vengono utilizzati una sola volta e poi buttati via. Questa soluzione dovrebbe essere adottata ogni volta che è possibile. Rientrano in questa categoria per esempio gli aghi per anestesia, i bicchierini, le pettorine, i rulli di cotone, alcuni specchietti endorali, le mascherine, i guanti, e molti altri materiali di uso comune. Ma altrettanti sono gli strumenti che invece devono essere riutilizzati perchè il loro costo è così alto da costituire un vero e proprio “patrimonio” dello studio e non possono essere ricomprati dopo ogni singolo utilizzo. Per esempio manipoli e turbine rientrano in questa categoria (quello che i pazienti comunemente chiamano “trapano” del dentista). Altri esempi sono rappresentati da pinze, leve, courette, e tutta una lunga serie di strumenti manuali o elettrici che vengono usati quotidianamente sia dal dentista che dall’igienista dentale.

I rischi connessi alla mancata sterilizzazione degli strumenti

Poichè gli strumenti utilizzati all’interno del cavo orale entrano in contatto con i liquidi organici del paziente e con i suoi tessuti in genere, potrebbero essere contaminati da eventuali agenti infettanti di cui è portatore: batteri, virus o funghi. Se lo strumento contaminato non viene sottoposto ad un completo ciclo di sterilizzazione, c’è la possibilità (non la certezza) che tale infezione possa trasmettersi da quel paziente a quelli successivi.

Come avviene la sterilizzazione degli strumenti?

Le modalità con cui deve essere effettuata la sterilizzazione degli strumenti nell’ambito di uno studio dentistico sono abbastanza standardizzate a livello mondiale. Utilizzando queste modalità si riduce al massimo il rischio delle cosiddette infezioni crociate. L’insieme di tutte le attività finalizzate alla sterilizzazione degli strumenti costituisce un vero e proprio processo o quello che si definisce ciclo di sterilizzazione. Le fasi salienti sono le seguenti: riordino, detersione manuale, ultrasuoni, asciugatura, imbustamento, autoclave, stoccaggio. Se vuoi visualizzare la sequenza corretta delle azioni di sterilizzazione puoi vedere questo video dimostrativo:

Servono apparecchiature particolari per fare la sterilizzazione degli strumenti in modo corretto?

Si servono apparecchiature specifiche come quelle che hai visto nel video. In linea generale quelle indispensabili sono le seguenti: almeno una autoclave (dipende dai carichi di lavoro dello studio), una imbustatrice, una vasca ad ultrasuoni (o un termodisinfettore), uno spazzolino manuale metallico. Alcune di queste apparecchiature sono particolarmente costose e devono anche essere sottoposte a manutenzioni e controlli piuttosto onerosi. Questo significa che un dentista che esegue correttamente il ciclo di sterilizzazione degli strumenti lo fa esclusivamente per l’interesse del paziente, un interesse che è ancora più genuino se si considera che il paziente non può sapere se tutto è atto correttamente oppure no. Non basta che lo strumento sia contenuto in una busta chiusa per dire che questo sia sterile. Ma la busta è l’unica cosa che il paziente può vedere con i propri occhi quando si siede alla poltrona.

Quanto tempo richiede la sterilizzazione degli strumenti?

Il tempo di sterilizzazione degli strumenti è difficile da standardizzare se si fa riferimento a tutto il ciclo, cioè dal riordino della poltrona al momento in cui gli strumenti ritornano nel cassetto pronti per un nuovo utilizzo sicuro. Tutto dipende anche dalla numerosità del personale a disposizione dello studio, ma anche dal livello organizzativo interno. Per avere una idea di massima possiamo dire che nel nostro studio le attività di riordino e sterilizzazione degli strumenti occupano circa il 25% delle attività cliniche. Quindi circa un quarto del tempo dedicato ad un paziente si perde in attività legate alla sterilizzazione degli strumenti e alla detersione delle superfici. Questo è un altro costo che noi sosteniamo volentieri per la sicurezza dei nostri pazienti: anche se loro, forse, non lo sapranno mai.

Ma noi lo sappiamo!

Un consiglio per i pazienti

Quando vi recate dal vostro dentista di fiducia non abbiate timore di chiedere apertamente come avviene il ciclo di sterilizzazione degli strumenti. Chiedete di vedere la cosiddetta “sala sterile”, ovvero il luogo nel quale tutte le attività (o quasi tutte) vengono svolte. Verificate almeno la presenza di una autoclave e degli altri strumenti. Controllate che gli strumenti alla poltrona siano tutti imbustati e preferibilmente in forma singola. Vigilate affinchè tutti i materiali monouso vengano effettivamente gettati dopo il loro utilizzo e che questo venga fatto davanti ai vostri occhi.

Ci sono dentisti che hanno costituito una sorta di consorzio di studi con un codice interno di autodisciplina per differenziarsi dagli altri. Puoi consultarne l’elenco a questo indirizzo www.slowdentist.it

Se hai altri dubbi su questo argomento o vuoi verificare di persona il ciclo di sterilizzazione degli strumenti del nostro studio puoi contattarci qui www.studiovassura.it