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Costo del dentista? Le vere ragioni per cui molti pazienti non si curano

Questo articolo è dedicato a tutte le persone che non vanno mai o quasi mai dal dentista, perchè siamo convinti che il costo del dentista sia una delle tante ragioni ma non l’unica. In alcuni casi il costo del dentista è solo un pretesto più o meno inconscio che nasconde motivazioni diverse, alcune delle quali hanno a che fare con meccanismi psicologici, sentimenti nascosti, un vissuto particolarmente complesso.

Premessa

Nel corso degli anni ci siamo spesso domandati perchè molti pazienti non si recano dal dentista regolarmente, in alcuni casi (rari per fortuna) non vi si recano affatto. Ci è capitato perfino di conoscere persone che a 30 o 40 anni si sedevano per la prima volta su una poltrona odontoiatrica.

La prima risposta che viene in mente a tutti noi è sempre la stessa: il dentista è caro e non tutti se lo possono permettere. Inutile dire che questo è assolutamente vero: i dentisti, in generale, sono cari (anche se esistono molte eccezioni alla regola).

Tuttavia, dopo circa trent’anni di contatti quotidiani con le persone, dentro e fuori lo studio, ci siamo convinti che il costo del dentista non sia l’unica ragione. Al contrario, molto spesso le ragioni dominanti sono altre ed il costo del dentista può diventare solo un pretesto o una abitudine mentale per poter nascondere alcune responsabilità o semplici mancanze.

In questo articolo proviamo ad analizzare le varie ragioni che possono spingere un paziente a non recarsi dal dentista, nella speranza che chi lo legge possa riconoscersi in alcune di esse e trovare anche le relative soluzioni, che di seguito proponiamo.

La paura del dentista e del dolore sono peggio del costo del dentista

Statisticamente sappiamo che il dolore è la seconda ragione per la quale i dentisti sono poco amati dal grande pubblico (subito dopo il costo).

Eppure si tratta oramai di un luogo comune che non ha quasi più nessun fondamento, se parliamo di studi dentisti moderni e di dentisti con formazione appropriata.

Il dentista è stato per decine di anni il feticcio leggendario con cui si spaventavano i bambini disubbidienti: una specie di uomo nero che veniva invocato da genitori e nonni per ridurre i bambini alla disciplina e al dovere. Nei fatti, né il dentista né l’uomo nero sono più cattivi di tutti gli altri, eppure il retaggio è rimasto nella memoria di tante persone ed è difficile da cancellare.

Oggi nel nostro studio, come in molti altri, nessun paziente prova più dolore. La maggior parte delle terapie è indolore di per sé stessa e in tutti gli altri casi si esegue una qualche forma di anestesia o analgesia.

Le tecniche, i farmaci, le apparecchiature per annullare il dolore sono così evolute che molti pazienti, durante le cure prolungate, si addormentano sulla poltrona con la bocca aperta. Se il paziente affrontasse il dentista con lo stato d’animo corretto, una qualsiasi seduta potrebbe tradursi in una pausa di autentico relax all’interno di una vita frenetica.

L’invasività di alcune procedure (anche quelle chirurgiche) è oggi così ridotta che il dolore non solo non si avverte durante le cure, ma neanche dopo averle eseguite (salvo casi eccezionali).

Possiamo onestamente dire che l’unico momento in cui un paziente prova dolore dal dentista è quando, dopo tanti anni di assenza, si presenta in sala d’attesa sofferente per le carie, la parodontite, ecc. Se avesse fatto visite regolari neppure questo sarebbe accaduto.

La mancanza di consapevolezza

La mancanza di consapevolezza del proprio bisogno è il secondo motivo per cui molti pazienti non hanno un dentista di fiducia ed il loro comportamento non è dettato dal semplice costo del dentista.

La consapevolezza è il corrispettivo italiano del termine inglese awareness, che esprime meglio il concetto. Molti pazienti non sono consapevoli di avere bisogno del dentista. Non si tratta di ignoranza, perchè molti di loro conoscono il significato di termini come: prevenzione, igiene orale, carie, malocclusione. Semplicemente essi non sono consapevoli che quei concetti … valgano anche per loro.

Magari hanno carie sui denti, ma non sanno di averle. Magari soffrono di alitosi e di gengive infiammate, ma non lo sanno. Magari hanno i denti storti e non hanno mai immaginato come potrebbero essere quegli stessi denti dritti. Come dicevamo: non sono consapevoli di avere un problema e vivono nel convincimento che quel problema riguardi solo gli altri.

Un parallelo molto simile è quello di un paziente che conosce perfettamente il concetto di diabete, ma non ha mai fatto gli esami del sangue e non sa di essere diabetico in prima persona.

Per rendere consapevole un paziente sarebbe sufficiente una semplice visita dal dentista o anche una seduta di igiene orale, ma i pazienti inconsapevoli non sanno di averne bisogno e dunque si instaura un circolo vizioso, alimentato talvolta anche dalla paura del dentista e da fattori economici.

Il paziente inconsapevole è quello che si presenta in sala d’attesa quando il dolore è molto forte e, solitamente, essendosi trascurato deve anche eseguire cure più costose degli altri. Alla fine avrà rafforzato l’idea sbagliata che lo aveva tenuto lontano dal dentista per tanto tempo.

Questo circolo vizioso si interrompe con la comunicazione costante, con l’informazione, con l’educazione sanitaria, che sono esattamente gli obiettivi di questo blog. Data la latitanza pressoché totale da parte dello Stato in tema di salute dentale, questo compito ricade sugli sforzi volontari dei dentisti, ma viene spesso scambiato per un tentativo maldestro di procacciarsi clienti.

Faremo un passo avanti significativo solo quando saremo riusciti a rendere i pazienti consapevoli del loro bisogno. Prima un bisogno di prevenzione e poi, se serve, un bisogno di cure.

La naturale antipatia del dentista

Mettiamo al terzo posto, tra le cause dell’assenza di un rapporto costante tra paziente e dentista, una caratteristica distintiva del dentista nell’immaginario collettivo. Possiamo dirlo apertamente: il dentista è naturalmente antipatico. E in questo caso il costo del dentista è solo una componente marginale nelle scelte del paziente.

Non si tratta solo di costi e di paura, come abbiamo già descritto, ma anche di una categoria che ha molto da farsi perdonare in termini di immagine pubblica. Il risultato è che le persone non hanno piacere di frequentare le persone antipatiche, se proprio non sono costrette a farlo.

Per esempio, nell’immaginario comune il dentista è ricco e questo non giova alla sua popolarità. Non importa molto che negli anni 2000 il dentista faccia fatica a sbarcare il lunario tra costi di gestione decuplicati, burocrazia soffocante e obblighi di sicurezza onerosissimi. Rimane il fatto che in passato (negli anni ’70 e ’80 del secolo scorso) egli fosse ricco ed ostentasse senza pudore la propria ricchezza. Che si tratti di posizioni ideologiche o di semplice percezione naturale è stato il dentista a segnare un solco di appartenenza sociale tra sé e la maggior parte dei pazienti.

Sempre per rimanere all’interno di stereotipi consolidati, il dentista è considerato un evasore fiscale. Per quanto oggi il fenomeno stia progressivamente scomparendo è pur vero che la categoria dei dentisti, in passato, non brillava per trasparenza. Nel nostro studio abbiamo compiuto un autentico sforzo per eradicare dalla mente dei pazienti l’idea che potessimo effettuare prestazioni in nero e che questo possa rappresentare una merce di scambio per ottenere sconti. Molti pazienti, ricevendo un rifiuto, se ne sono andati altrove, per il bene di entrambi. Il loro posto è stato preso da coloro che considerano la nostra scelta un valore. Ma rimane il punto: l’opinione pubblica è ancora convinta che il dentista non paghi tutte le tasse che dovrebbe pagare.

L’ultimo esempio che portiamo è quello dell’eccessivo tecnicismo. E forse questo è in gran parte ancora vero. Il paziente considera il dentista come un mezzo medico e talora lo confonde addirittura con l’odontotecnico, che è un profilo completamente diverso. Per questo motivo pensa che il dentista non consideri il paziente nel suo insieme ma solo come portatore di un dente malato o di un impianto da mettere. Per noi, che abbiamo una formazione medica di base prima che odontoiatrica, è inconcepibile pensare al paziente al di fuori di una dimensione olistica, come si suol dire oggi. Il paziente è portatore di un proprio vissuto, di emozioni e di sentimenti, di una propria cultura e di proprie esperienze. Purtroppo, in alcuni casi, è anche portatore di altre malattie che non riguardano la bocca. Ecco che spesso egli non ama frequentare il dentista perchè teme che questi abbia una visione riduttiva dei suoi bisogni e si concentri solo su ciò che tecnicamente sia possibile fare, in modo meccanico e del tutto identico alle centinaia o migliaia di pazienti che lo hanno preceduto.

Anche quest’ultimo mito deve cadere: ci sono molti modi diversi di trattare una carie o i denti storti. Solo uno è quello più adatto a te e non importa cosa hanno fatto gli altri. Puoi stare tranquillo che nel nostro studio le cose stanno esattamente così.

Il tempo è più tiranno del costo del dentista

Il fattore tempo è uno di quelli che limitano maggiormente l’accesso alle cure dentali. Io stesso me ne rendo conto ogni volta che mi sottopongo all’ablazione del tartaro nel mio studio. Sono sempre costantemente in ritardo rispetto alle mie reali necessità.

Il problema del tempo affligge più frequentemente le persone che sono in attività, soprattutto quando il lavoro si svolge ad alti livelli di responsabilità: imprenditori, manager, professionisti, ecc.

E’ ovvio che qui non si tratta di problemi di soldi: le risorse economiche per andare dal dentista di solito ci sono. Non si tratta neppure di retaggi culturali o di barriere emotive, dal momento che l’estrazione culturale e sociale di questi pazienti permette di escludere questa ipotesi nella maggior parte dei casi.

Si tratta invece di trovare il tempo per prenotare una visita, per recarsi in studio ed eseguirla e poi incastrare tutti gli appuntamenti successivi alla prima visita con i mille impegni della vita lavorativa e di quella personale. Per alcuni pazienti la scarsità di tempo è così estrema che quando vanno dal dentista il quadro clinico è deteriorato oramai da anni e alcune situazioni sono irrecuperabili.

Nel nostro studio abbiamo pensato spesso a come risolvere questo problema e la risposta è stata, quasi sempre, il ricorso al digitale:

  • digitalizzazione completa di tutti i processi burocratici per velocizzare le attività e renderle più sicure
  • digitalizzazione completa di tutti i processi clinici per rendere l’esecuzione delle prestazioni più rapida e, quando serve, più facilmente ripetibile.

Così è nata, anche da noi, la cosiddetta single visit dentistry: se hai necessità di un trattamento ortodontico, in una sola seduta, grazie all’uso dello scanner intraorale, puoi ricevere un piano di cura completo con previsualizzazione del trattamento ortodontico. Oggi questo si può fare già alla prima visita senza necessità di ulteriori spostamenti e perdite di tempo.

Anche in protesi fissa abbiamo ottenuto lo stesso risultato: ci siamo dotati di un sistema digitale che ci permette di “fabbricare” direttamente in studio le capsule o gli intarsi necessari per protesizzare i denti. Per esempio nella stessa seduta in cui il dente viene devitalizzato si può procedere con l’applicazione di una corona permanente (senza dover passare attraverso i provvisori, il laboratorio esterno e un numero superiore di appuntamenti).

In implantologia, infine, grazie alla possibilità di interfacciare tra loro strumenti digitali come la Tac Dentale, lo scanner intraorale e i vari software di progettazione, possiamo posizionare impianti in tempi brevissimi, senza procedure chirurgiche invasive, e con la sicurezza e la predicibilità di semplici dime.

La vergogna ed il pudore

Vergogna e pudore sono sentimenti rari, propri di un mondo in via di estinzione. Abbiamo lasciato per ultimo questo punto perchè ci sta particolarmente a cuore, se pensiamo ad un certo tipo di pazienti che noi consideriamo, sul piano umano, i migliori.

Ci riferiamo agli strati più deboli della popolazione, ai soggetti più fragili e, molto spesso, proprio a coloro che avrebbero più bisogno del dentista.

Ci sono persone che convivono da anni con problemi di salute orale e ne sono consapevoli, non hanno banalmente paura e, in molti casi, hanno anche le risorse economiche per affrontare il costo del dentista. Questi pazienti non provano una naturale avversione o antipatia per il dentista perchè, per lo più, il loro cuore è puro ed i loro sentimenti sono genuini. Perchè allora non vanno dal dentista?

Il fatto è che si vergognano della loro bocca e delle condizioni dei loro denti. Hanno paura di apparire sgradevoli durante la visita o di essere giudicati. Hanno paura di dare fastidio o di suscitare disprezzo o riprovazione.

Questa popolazione è costituita da persone anziane che quando sorridono si coprono la bocca per una forma di pudore antico, da persone povere che credono di non avere diritto alle cure solo perchè non possono pagarle, dalla ragazza timida che arrossisce anche solo all’idea di parlare dei suoi denti storti e non sorride mai, dal nuovo paziente che ha fatto cure da altri dentisti e teme di essere giudicato male per non averci preferito prima, dal pigro che sa di averla fatta grossa trascurando la propria igiene orale e non vuole sentirselo dire perchè si vergogna.

Se appartieni ad uno di questi gruppi di persone, se non vai dal dentista perchè temi il suo giudizio, devi sapere che noi dentisti siamo medici e non ci interessa neppure sapere se uno è un delinquente. Ci interessa solo sapere di cosa hai bisogno e, se possibile, risolvere il tuo bisogno: avremo rispetto per le tue scelte personali e per i tuoi convincimenti, anche se sono sbagliati. Ci limiteremo ad indicarti una strada e poi sarai tu a decidere se seguirla oppure no. In nessun caso ci permetteremo di esprimere giudizi sulla tua persona.

COSTO DEL DENTISTA | STUDIO VASSURA | DENTISTA A ZELO BUON PERSICO
Direttore Sanitario Dott. Gabriele Vassura | Albo Odontoiatri Lodi n. 63

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